2017: The Rise Of The Phoenix – Chanté Moore

Datemi del pazzo e vi rispondo che avete ragione.

Oggi per la terza volta ho acquistato A Love Supreme – il disco di Chanté Moore del 1994 – perché nelle precedenti due me ne sono sbarazzato in fretta e furia.

L’ho comperato nuovamente perché alcune canzoni come My Special Perfect One, Free/Sail On, I Want to Thank You, Mood e Thou Shalt Not fanno parte del mio DNA, come fa parte del mio DNA la vocalità di questa cantante californiana.

Rispetto a questo lavoro datato, il nuovo long playing è meno sofisticato e più ordinario, un processo iniziato nel 1999 con la pubblicazione di This Moment Is Mine.

La Moore degli esordi confezionava album di grande qualità musicale e spessore, un soul dance da pelle d’oca con produzioni di Simon Law, Kenneth Crouch, Kipper Jones, Tricky Stewart, Jimmy Jam & Terry Lewis, professionisti che nel corso del tempo ha abbandonato per abbracciare una scrittura dozzinale adornata da una melodia con meno appeal e fascino. 

Anticipato dal lead single Real One, The Rise Of The Phoenix (il nono lavoro in studio di Chantè) è composto da diciasette tracce, un mix formato da up-tempo e ballate con qualche spruzzatina di jazz, dove a luccicare sono i virtuosissimi vocali dell’artista – per chi come me è attratto dal suono della voce è manna scesa dal cielo – meno brillante invece è la produzione. 

In buona sostanza il problema di The Rise Of The Phoenix è questo: tre minuti o poco più (questa è la durata delle singole canzoni) non lasciano spazio alla Moore di esprimersi liberamente.

Chanté non è un’artista per canzoncine da classifica. Lei è una cantante con la C maiuscola e per esprimere al meglio la sua essenza e bravura, ha bisogno di spazio all’intero di una canzone, così come accadeva in A Love Supreme, dove la durata media di una traccia era quasi di sei minuti. 

Detto questo, per il momento non mi sento di promuovere a pieni volti il nuovo progetto.

Magari alla sua uscita quando questa recensione verrà revisionata potrò avere dei ripensamenti e perché no, esternare pubblicamente il mio pentimento per quello che ho appena scritto. 

Se mai dovesse accadere, credetemi… sarò felicissimo di farlo.

Tracklist

Welcome to the Journey (Interlude)

Chasiń

On Is Mind

I’d Be a Fool

Pray

Real One

SuperLover

The Journey (Interlude)

Saving Grace

Breathe

I Know

Offa-U

Something to Remember

We Up

Pressure

Back To Life

Thank You for the Journey (Interlude)