2017: Double Dutchess – Fergie

Quando nel 2014 pubblicò L.A. Love (La La) in molti (io compreso) sperarono si trattasse del primo singolo della nuova era e invece niente. 

Poi arrivò il 2016 e con esso due ulteriori brani, M.I.L.F. $ e Life Goes On.

Il primo entrò nella top 40 mentre il secondo non riuscì ad evidenziarsi nemmeno nei primi 100 brani più venduti.

La cantante apparteneva inizialmente al trio femminile delle Wild Orchid e solo in seguito diventò un membro dei Black Eyed Peas.

Da qui i tanti tentativi di trovare il pezzo giusto per sottolineare al pubblico il suo rientro in scena, sfociato poi inaspettatamente in uno abbandono, quello della cantante nei confronti della Interscope Records. La major con tutta probabilità avrà più volte bloccato l’uscita del progetto e ascoltando Double Dutchess, non ha certo avuto tutti i torti.

Rispetto a The Dutchess del 2006, qui Fergie non brilla, non brilla affatto perché le canzoni mancano di una solida struttura e apertura melodica, tranne in un paio di occasioni dove A Little Work e Love Is Pain la fanno da padrona, risultando delle occasioni più uniche che rare.

Nel suo insieme l’album manca di colore e spessore senza nulla togliere alla sua bravura, perché Fergie brava lo è davvero per i molteplici ruoli che riveste sulla scena come cantautrice, rapper e attrice cinematografica.

Quello che è stato lekkato diversi mesi fa, purtroppo è il risultato finale.  

Nel frattempo, Double Dutchess ha subìto delle migliorie a partire dalla copertina che non è quello che trovate in questo post, ma il contenuto rimane invariato e dal mio punto di osservazione, visti i tanti rinvii, sarebbe stato meglio posticipare ulteriormente il progetto per cercare di creare in studio di registrazione qualcosa di migliore, di maggiore impatto sul pubblico. 

Double Dutchess è troppo legato al precedente lavoro perché insegue lo strepitoso successo di Big Girls Don’t Cry, risultando così ripetitivo, datato e fuori moda.

Forse un maggiore aiutino di Will.I.Am per capire in che direzione muoversi andava chiesto (i brani di cui ho parlato a inizio post sono stati prodotti da DJ Mustard, Polow Da Don, Keith Harris e Toby Gad). D’altronde se il disco del 2006 è riuscito a piazzare sul mercato ben otto milioni di copie vendute, un motivo ci sarà… il buon William Adams ne è stato il suo mentore perfetto!

Lui solo è stato capace di presentaci all’epoca una collega di band sotto una nuova luce; luce che oggi Fergie non riesce più a far brillare. Peccato!

Tracklist

Hungry featuring Rick Ross

Like It Ain’t Nuttin’

You Already Know featuring Nicki Minaj

Just Like You

A Little Work

Life Goes On

M.I.L.F. $

Save It Til Morning

Enchanté (Carine) (feat. Axl Jack)

Tension

L.A. Love (La La) (feat. YG)

Love Is Blind

Love Is Pain